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Il Milan cade in Germania, la strada adesso è in salita

La squadra di Paulo Fonseca perde di misura a Leverkusen, buona la reazione nella ripresa

Nuova Champions. Seconda giornata di otto: zero punti. Questo il verdetto della sfida con il Bayern Leverkusen che precipita il Milan al 29 posto su 36. La qualificazione diretta è per le prime otto, i play-off entro il 24esimo posto. Non si può più sbagliare e c’è ancora il Real Madrid in calendario.  Ma cosa è successo ieri sera al BayArena tutto rossonero (i padroni di casa hanno gli stessi colori del Milan)?

Il Leverkusen vince uno a zero con un gol di Boniface all’inizio del secondo tempo. Attacca da sinistra, da dove arrivano 8 dei nove tiri in porta, ci vuole un Maignan in gran forma per limitare i danni. Il Milan ha statistiche peggiori: 5 tiri in porta, tutti nel secondo tempo e in reazione al gol subito. Questa la storia della partita: i tedeschi comandano fino al gol, solo allora il Milan reagisce e torna a essere quello del derby. La reazione coincide con l’ingresso di Morata, tenuto fuori dall’inizio per “non correre rischi”.

La reazione c’è, questa è la bella notizia, ma non basta. Gli assalti da sinistra, direttrice Hernandez-Leao, sono un ricordo. Reijnders fa il compitino con un solo vero tiro pericoloso nella ripresa su assist di Pulisics: controllo non perfetto ma conclusione impeccabile contrastato da tre difensori; si salva il portiere tedesco impattando con il braccio aperto.

La miglior occasione per il Milan arriva da Theo Hernandez negli ultimi 10 minuti: tiro da fuori che sporcato da una deviazione fortuita si infrange sulla traversa, Morata in agguato vince il rimbalzo ma di testa spinge a lato di poco del palo destro. Un rigore contestato per fare folclore, non dato ma in linea con le decisioni dell’arbitro svizzero durante tutta la partita.

Arturo Scassillo

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