Milan-Inter 3-1: Maignan miracoloso, Chivu crolla ancora nel derby. Terzo ko su tre per i nerazzurri
Nel derby di San Siro, il confronto Milan-Inter finisce 3-1: Bastoni accorcia, Maignan nega il pari a Spence con una parata prodigiosa, poi la punizione del tris spegne le speranze nerazzurre.

Il derby Milan-Inter si chiude sul punteggio di 3-1 a favore dei rossoneri e certifica il momento no dei nerazzurri nelle stracittadine: per Cristian Chivu arriva la terza sconfitta in altrettanti confronti con il Diavolo. A San Siro va in scena una sfida ad alta intensità: il Milan parte all’arrembaggio nei primi dieci minuti trovando il doppio vantaggio con Christian Pulisic e Adrien Rabiot; l’Inter reagisce con l’inzuccata di Alessandro Bastoni che accorcia le distanze, ma sbatte contro la saracinesca di Mike Maignan prima che la punizione telecomandata di Diego Moreira mandi i rossoneri di Ruben Amorim a riposo sul 3-1, spegnendo definitivamente le speranze rivali.
Avvio shock per l’Inter: Pulisic e Rabiot firmano il doppio vantaggio rossonero
Il Diavolo approccia il match con il piede schiacciato sull’acceleratore, aggredendo alto e sfruttando la rapidità delle corsie esterne. È la serata di Diego Moreira, autentico protagonista della sfida. Sulla corsia destra l’esterno si libera di Carlos Augusto con un gioco di gambe e scodella un cross pennellato per lo stacco aereo di Pulisic, che tutto solo batte Josep Martínez per l’1-0. Il Diavolo non toglie il piede dal gas: sugli sviluppi di un corner battuto ancora da Moreira, la sfera arriva a Rabiot che inventa un interno liftato millimetrico; il pallone attraversa il traffico dell’area, bacia il palo interno e si deposita in rete per il fulmineo 2-0.
Bastoni suona la carica, poi la saracinesca di Maignan
Sotto nel punteggio dopo l’avvio travolgente del Milan, l’Inter torna a sperare al 24′ su palla inattiva: dalla bandierina piove un cross perfetto su cui Bastoni elude la marcatura, svetta indisturbato a centro area e con una precisa incornata riapre la contesa sul 2-1. La rete infonde coraggio ai nerazzurri, che alzano il baricentro e prendono in mano le redini del gioco. Hakan Çalhanoğlu tenta per due volte la conclusione velenosa dalla media distanza, ma in entrambi i casi Maignan si distende e devia con prontezza in calcio d’angolo.
Al minuto 30 si materializza la clamorosa palla del pareggio: Carlos Augusto scende a sinistra e serve un traversone rasoterra invitante su cui De Winter buca l’intervento; alle sue spalle irrompe Djed Spence, che calcia a colpo sicuro. Sembra la rete del 2-2, ma tra il primo centro in Serie A dell’inglese e il pari nerazzurro si frappone un autentico miracolo di Maignan, prodigioso nel respingere d’istinto sulla linea di porta.
Il Diavolo punisce nel momento migliore dell’Inter: perla di Moreira
L’inerzia della sfida sembra ormai tutta dalla parte dell’Inter, che pressa alta, aumenta l’intensità e costringe la squadra di Amorim a rintanarsi a protezione dei propri sedici metri. Proprio nel momento di massimo sforzo nerazzurro, tuttavia, arriva il blackout fatale: Nicolò Barella sbaglia un disimpegno banale in uscita e, nel tentativo di rimediare, commette fallo su Musah al limite dell’area. Sulla sfera si presenta Diego Moreira: la traiettoria mancina dell’esterno scavalca la barriera e sorprende Martínez, partito con una frazione di secondo di ritardo. È la rete del 3-1 che gela la curva nerazzurra prima dell’intervallo.
Ripresa spenta: VAR protagonista, Amorim gestisce con ordine
Al rientro dagli spogliatoi i due tecnici confermano gli stessi undici, ma l’Inter non ha più la fluidità né la freschezza mentale del primo tempo. La manovra nerazzurra scorre a ritmo monocorde e prevedibile: Çalhanoğlu fatica a illuminare la scena, Barella appare nervoso e poco lucido, mentre sulla corsia destra Diouf sbatte costantemente sul raddoppio di marcatura rossonero. Il Milan amministra il doppio vantaggio senza affanno, chiudendo le linee di passaggio e ripartendo con ordine.
Chivu prova a scuotere la mediana inserendo Henrikh Mkhitaryan e Piotr Zieliński al posto di Çalhanoğlu e Diouf, lasciando il solo Marcus Thuram come punto di riferimento avanzato. L’episodio che potrebbe riaprire la gara si consuma poco dopo: l’arbitro Guida indica il dischetto per un presunto tocco di braccio di Mario Gila, ma la successiva on-field review chiarisce la regolarità dell’intervento e cancella correttamente il penalty.
Girandola di cambi e finale senza brividi: derby rossonero
A dieci minuti dal termine Chivu tenta il tutto per tutto con una triplice sostituzione a trazione anteriore: fuori Bisseck, Bastoni e Barella, dentro Pio Esposito, Bonny e Dimarco per dare peso e cross all’attacco. Amorim risponde prontamente inserendo energie fresche: lasciano il campo Diawara, Musah e Pulisic per fare spazio a Jashari, Bartesaghi e Cissé, blindando la mediana.
L’Inter finisce la benzina e si affida a folate nervose ma prive di costrutto tattico, che non creano alcun grattacapo alla retroguardia avversaria né impegnano più Maignan. Al triplice fischio esplode la festa rossonera: il Milan si aggiudica con merito la stracittadina, mentre per Chivu matura il terzo ko consecutivo nei derby. Questa volta la rimonta non riesce e in casa nerazzurra si apre una fase di inevitabile riflessione.