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Milan a due facce, brividi a San Siro: vola sul 3-0, poi l’Atalanta sfiora la rimonta folle (3-2)

I rossoneri dominano per un'ora con la regia d'autore di Modric, Ramos, il gioiello di Rabiot e l'incornata di Gila. Nella ripresa Amorim rivoluziona gli uomini e Sarri accorcia con Gaetano e Krstović: all'83' super Maignan mura Zappacosta ed evita la beffa.


Sull’onda emotiva della vittoria per  4-0 in campo europeo, il Milan torna ad abbracciare il pubblico di San Siro e supera l’Atalanta di Maurizio Sarri al termine di un 3-2 ricco di emozioni, tanto spettacolare quanto thrilling nel finale. Per oltre un’ora i rossoneri recitano una partita quasi perfetta, scandita dai tempi magistrali di Luka Modrić e concretizzata dai sigilli di Ramos, Rabiot e Gila. Poi, la girandola di cambi e la feroce reazione orobica rischiano di trasformare una serata di festa in un harakiri, scongiurato soltanto da una prodezza di Mike Maignan nel finale.

Le scelte: Modrić maestro d’orchestra, Sarri fedele al 4-3-3

Nel Milan la regia è affidata alla classe di Luka Modrić: al suo fianco la dinamicità di Musah garantisce polmoni ed equilibrio, mentre Adrien Rabiot agisce con totale licenza di offendere tra le linee. Il tridente offensivo vede Chukwueze a destra e Pulisic a sinistra a supporto dell’unica punta Ramos. Sponda bergamasca, Maurizio Sarri non cambia il suo marchio di fabbrica e schiera i suoi con il consueto 4-3-3: Éderson fa da vertice basso di centrocampo scortato dall’ex Mario Pašalić, mentre l’altro attesissimo ex, Charles De Ketelaere, agisce da esterno alto a destra nel tridente completato da Krstović.

Subito Diavolo: Ramos sblocca dal dischetto, poi la perla di Rabiot

L’approccio del Diavolo è travolgente. Modrić calamita ogni pallone e detta i tempi per le accelerate dei compagni, mettendo subito in apprensione la retroguardia di Carnesecchi. Chukwueze finisce a terra dopo un contatto ruvido in area, ma Chiffi fa segno di proseguire; subito dopo ci prova Rabiot dalla media distanza, sparando però alto. La pressione milanista dà frutti immediati: cross teso di Chukwueze dalla destra, Ramos fa da sponda per l’accorrente Pulisic che deve solo spingere la sfera in rete. L’urlo di San Siro, tuttavia, viene strozzato dal VAR, che cancella il vantaggio per offside dello statunitense.

L’Atalanta dimostra comunque di avere artigli affilati: apertura illuminante in profondità per Krstović che svernicia Maignan in velocità, ma da posizione oltremodo defilata centra solo l’esterno della rete. Scampato il pericolo, il Milan riprende a martellare e sblocca la contesa al 28′: su una conclusione violenta di Musah, Obric tocca con il braccio largo. Chiffi, richiamato al monitor, indica senza indugi il dischetto: dagli undici metri Ramos spiazza Carnesecchi e firma l’1-0.

Trovato il vantaggio, il Milan amministra con personalità il  possesso palla. Strappa applausi la prestazione di Moreira, prezioso in ripiegamento e letale in transizione: proprio allo scadere del primo tempo, l’esterno inventa una traiettoria millimetrica per Rabiot, che riceve al limite dell’area e fulmina Carnesecchi con un rasoterra chirurgico all’angolino. Si va al riposo sul 2-0.

Tris di Gila, rigore neutralizzato e blackout rossonero

Nella ripresa i rossoneri ricominciano premendo sull’acceleratore: baricentro alto e aggressione feroce costringono la Dea a rintanarsi a ridosso dei propri sedici metri. Chukwueze sfiora il gol con un mancino a giro velenoso, poi il neo-entrato Hutchinson spacca il palo con una saetta, sulla cui respinta Carnesecchi compie un autentico miracolo mettendo in corner.

Sugli sviluppi dell’azione, la tecnologia richiama ancora Chiffi per un tocco col braccio di Kristensen su tiro ravvicinato di Rabiot: è ancora rigore. Ramos prova a incrociare la battuta cambiando angolo, ma Carnesecchi intuisce la traiettoria e respinge prodigiosamente in angolo. L’appuntamento col tris è solo rimandato di sessanta secondi: dalla bandierina piove un cross perfetto su cui svetta Mario Gila, autore di un’incornata perentoria che trafigge il portiere per il 3-0 che parrebbe chiudere ogni discorso.

Cuore Dea: Krstović e Gaetano riaprono tutto, miracolo di Maignan

Sopra di tre reti, Ruben Amorim decide di far rifiatare i suoi uomini chiave: lasciano il campo Modrić, Musah e Pulisic, rimpiazzati da Jashari, Estupiñán e Loftus-Cheek. La triplice sostituzione spegne però la luce della manovra rossonera. L’Atalanta fiuta di arrendersi, Krstović fa tremare San Siro scheggiando il palo alla destra di Maignan, e al 75′ i bergamaschi riaprono la gara con una trama rapida orchestrata dai subentrati Zalewski e Gaetano, con l’ex Napoli autore di un diagonale millimetrico che batte Maignan.

Il gol manda in tilt la retroguardia di casa. Pochi minuti più tardi, Bellanova accende il turbo sulla corsia destra, brucia uno spaesato Estupiñán e mette al centro un rasoterra invitante su cui Krstović si avventa in spaccata depositando il 3-2. La compagine di Sarri ci crede e all’83’ confeziona la palla del possibile clamoroso pareggio: Zappacosta si sbarazza di De Winter e si presenta solo davanti a Maignan, ma il portiere francese si immola in uscita disperata compiendo una parata  che salva il risultato.

Nel lungo recupero un contropiede rossonero porta Jashari al tiro, con Carnesecchi ancora puntuale nella risposta. Al triplice fischio esplode il sollievo di San Siro: il Milan incassa tre punti pesantissimi ma scopre di non poter mai abbassare la guardia, mentre l’Atalanta deve mangiarsi le mani per aver regalato un’ora di gioco al diavolo.

 

Dario Trione

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