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Milan-Bologna 2-4: blackout da incubo: il Bologna rimonta e sbanca San Siro dopo dieci anni
I rossoneri reagiscono allo svantaggio iniziale con la doppietta di Alhpadjo Cisse, ma nella ripresa si sciolgono: l’autogol sfortunato di Bartesaghi e la tripletta di Mbangula condannano la squadra di Amorim alla prima sconfitta in campionato.

Una serata da dimenticare per il Milan, che cade clamorosamente a San Siro contro il Bologna, capace di imporsi per 4-2 e di espugnare la Scala del calcio per la prima volta dopo dieci anni. Eppure, dopo un avvio da incubo, i rossoneri erano riusciti a rimettere in piedi la partita grazie alla doppietta di Alhpadjo Cisse, bravo a sfruttare le iniziative di Hutchinson per ribaltare il risultato già nel primo tempo. La squadra di Ruben Amorim sembrava aver trovato il ritmo giusto per gestire la gara, ma nella ripresa cambia tutto: il Diavolo smarrisce gioco, idee e compattezza, mentre gli ospiti ne approfittano con cinismo, ribaltando nuovamente il punteggio nel giro di appena due minuti. L’autogol di Bartesaghi e la seconda rete di Mbangula aprono la strada al successo rossoblù, certificato nel finale dalla tripletta personale dell’attaccante. Per il Milan arriva così la prima sconfitta in campionato, maturata soprattutto a causa di un secondo tempo completamente insufficiente.
Avvio shock, poi la reazione del Diavolo: Cisse ribalta tutto
L’inizio della gara è caratterizzato da una breve fase di studio, con le due squadre impegnate a trovare gli spazi giusti per costruire le prime occasioni. Al 5’ è il Bologna a farsi vedere con una buona iniziativa individuale di Zortea, che riesce a mettere il pallone in mezzo senza però trovare la deviazione vincente di Odgaard.
Tre minuti più tardi, arriva la doccia fredda per il pubblico di San Siro. Il Milan perde un pallone sanguinoso al limite della propria area durante la costruzione dal basso, concedendo agli ospiti una chance che non viene sprecata: Zortea serve Mbangula, che trova la conclusione vincente e firma lo 0-1. Un errore pesante per i rossoneri, puniti alla prima vera disattenzione difensiva.
La risposta del Milan, però, non tarda ad arrivare. Al 14’ Hutchinson recupera un pallone prezioso a Theate nei pressi della linea di fondo e serve in velocità Alhpadjo Cisse, che si presenta in area e batte Skorupski con una conclusione di prima intenzione. È l’1-1, accompagnato dall’esultanza di San Siro per il primo gol del giovane talento con la maglia rossonera davanti al proprio pubblico.
Il pareggio restituisce fiducia agli uomini di Amorim, che provano a prendere in mano il controllo del gioco nonostante la densità del Bologna in mezzo al campo e qualche errore tecnico di troppo. Al 27’ arriva anche il sorpasso: Hutchinson si rende protagonista di un’altra iniziativa personale, supera due avversari e, dopo aver perso il pallone in una situazione concitata, lascia spazio alla reattività di Tomori. L’inglese arriva per primo sulla sfera e mette un cross in area, dove Cisse si fa trovare ancora pronto e insacca alle spalle di Skorupski. Doppietta per il numero 70 e Milan avanti 2-1.
Trovato il vantaggio, i rossoneri cercano di amministrare la partita attraverso il possesso, facendo circolare il pallone alla ricerca del varco giusto nella compatta retroguardia rossoblù. La gara non offre ritmi forsennati, ma il Milan sembra avere il controllo della situazione. Al 34’ non mancano le proteste per un presunto fallo non sanzionato su Gonçalo Ramos al limite dell’area avversaria.
Nel finale di frazione, l’attenzione si sposta sulle condizioni di Tomori: al 41’ il difensore si accascia a terra toccandosi il flessore, facendo temere un possibile problema muscolare. Dopo qualche istante riesce a rialzarsi e prova a capire se può proseguire, mentre Luka Modrić comincia a scaldarsi. Dopo un minuto di recupero, Sacchi manda le squadre negli spogliatoi con il Milan avanti 2-1. Una prima frazione tutto sommato positiva per i rossoneri, capaci di reagire allo svantaggio e di ribaltare la partita grazie alla qualità individuale di Cisse e Hutchinson.
Ripresa da incubo: Bartesaghi e Mbangula gelano San Siro
Il secondo tempo si apre con un cambio nelle file milaniste: Tomori, probabilmente non al meglio dopo il problema accusato nel finale della prima frazione, lascia il posto a Luka Modrić. L’avvio, tuttavia, premia il Bologna, che rientra in campo con maggiore determinazione e comincia a mettere in difficoltà i rossoneri attraverso un giro palla insistente.
Al 50’ gli ospiti si rendono pericolosi sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con un colpo di testa centrale che non sorprende Maignan. È però un primo campanello d’allarme per il Milan, sempre meno efficace nel recupero del pallone e incapace di riproporre la manovra fluida mostrata prima dell’intervallo.
Al 55’ il Bologna continua a gestire il possesso, mentre gli uomini di Amorim faticano a riconquistare la sfera e a trovare le distanze tra i reparti. Il tecnico rossonero prova a intervenire al 58’, inserendo Christian Pulisic e Diawara al posto di Estupiñán e Hutchinson. Le sostituzioni, però, non producono l’effetto sperato.
Al 60’ arriva il pareggio del Bologna, in una situazione sfortunata per i padroni di casa: Bartesaghi devia il pallone nella propria porta, firmando un autogol che rimette tutto in discussione. San Siro passa dall’illusione di poter festeggiare un’altra vittoria alla preoccupazione per una squadra che sembra aver perso completamente il controllo della gara.
Non passa nemmeno un minuto e il Milan crolla nuovamente. Al 61’ Mbangula trova ancora la via del gol, completando la rimonta rossoblù e portando il risultato sul 2-3. In appena due minuti, i rossoneri dilapidano il vantaggio costruito nel primo tempo, mostrando fragilità difensive e una preoccupante incapacità di reagire alle difficoltà.
Amorim tenta un’altra mossa al 62’, richiamando Bartesaghi e mandando in campo il giovane Francesco Camarda. Il Bologna, intanto, continua a sfruttare gli spazi concessi dai padroni di casa e non rinuncia a cercare il colpo del definitivo ko.
Milan senza reazione, Mbangula cala il poker
Con il passare dei minuti, il dato più preoccupante per il Milan non è soltanto il risultato, ma l’assenza di una vera risposta. Sotto di una rete, i rossoneri non riescono a costruire una pressione efficace e lasciano agli avversari il controllo delle operazioni.
Al 70’ il Bologna effettua un cambio, con Heggem che prende il posto di Theate, mentre al 75’ i rossoblù sfiorano il poker: un’altra palla persa dai milanisti davanti alla propria area permette a Cambiaghi di recuperare il possesso e presentarsi alla conclusione dopo aver superato Maignan. Il tiro, fortunatamente per i padroni di casa, termina di poco a lato.
Al 76’ Pobega viene ammonito per un fallo su Pulisic. Poco dopo, al 78’, è il Bologna a intervenire nuovamente dalla panchina, inserendo Halland al posto di Casale. Il Milan, invece, continua a faticare nella costruzione e non riesce a dare continuità alle proprie iniziative offensive.
La migliore occasione rossonera della ripresa arriva all’82’: Cisse pesca con un cross preciso Camarda, completamente libero in area di rigore. Il giovane attaccante si avventa sul pallone e prova la deviazione di testa, ma la conclusione termina fuori di pochissimo. È l’occasione che avrebbe potuto riaprire la partita e restituire un minimo di speranza a San Siro, ma il pallone sfila a lato e il risultato resta invariato.
All’87’ Amorim concede gli ultimi minuti a Comotto, che prende il posto di Gonçalo Ramos, nel tentativo di trovare energie fresche per il finale. Ma a quattro minuti dal termine dei tempi regolamentari arriva la sentenza definitiva: all’86’, Mbangula completa la propria serata da protagonista assoluto, firmando la tripletta personale e il gol del 2-4. La difesa rossonera concede ancora spazio e il Bologna chiude definitivamente i conti, trasformando una partita complicata nel primo tempo in una vittoria di grande prestigio.
Dopo tre minuti di recupero, l’arbitro Sacchi fischia la fine al 93’. Il Bologna festeggia un successo pesantissimo, tornando a espugnare San Siro dopo dieci anni, mentre il Milan incassa la prima sconfitta in campionato.
Per i rossoneri resta il rammarico di una partita dai due volti: la capacità di reagire allo svantaggio e la qualità mostrata nella prima frazione avevano fatto pensare a una serata destinata a concludersi diversamente. La ripresa, invece, ha messo in luce limiti preoccupanti nella gestione del vantaggio, nella tenuta difensiva e nella capacità di reagire agli episodi negativi. Il Bologna ha saputo approfittarne con lucidità e concretezza, trascinato da uno straordinario Mbangula. Per Amorim, adesso, sarà fondamentale analizzare il blackout del secondo tempo e ritrovare quelle certezze che sembravano consolidate prima dell’intervallo.
Andrea Benettin